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Livigno, Sci e Zona franca

Livigno (Livìgn in romancio, lombardo e in dialetto livignasco) è un comune italiano di quasi 6.000 abitanti della Provincia di Sondrio in Lombardia. È il più popolato fra i 26 comuni italiani posti oltre i 1500 metri di altitudine sul livello del mare.

È il comune più settentrionale della regione Lombardia.

 

Geografia

Livigno è una località della Valtellina. Il paese si snoda lungo la strada che percorre per oltre 15 km l’intera valle attraversata dal torrente Spöl (anticamente denominato Aqua Granda) che convoglia le proprie acque verso l’Eno (Inn) e da questo alDanubio. Livigno è quindi uno dei comuni italiani non appartenenti a bacini idrografici italiani. Per questa peculiare situazione nel territorio nazionale, di un affluente al bacino del Danubio, l’Italia, in base alla convenzione di Belgrado del 1948, ha il diritto di partecipare alle conferenze internazionali sulla navigazione del Danubio e le imbarcazioni italiane non pagano i diritti di navigazione sino al Mar Nero compreso. Lo Spöl scorre per metà del suo tratto iniziale nella Val di Livigno e per l’altra metà scorre nell’Engadina, in Svizzera. Il pericoloso passaggio dello Spöl in un vallone strettissimo, ripido e scosceso tra le due parti, il corso superiore e l’inferiore, storicamente è stato accesso di fondo valle per Livigno di difficilissima percorrenza, spiega il relativo isolamento che la Val di Livigno ha subìto in passato. Gli altri due accessi sono valichi montani ad alta quota.

Nel suo territorio è compresa la frazione di Trepalle, che si sviluppa fino a 2250 metri s.l.m.. Tale quota ne fa l’abitato permanente più alto d’Europa, nonché una tra le più fredde località italiane. Il clima di Livigno è di tipo nettamente alpino, con inverni lunghi e rigidi ed estati brevi e fresche. Durante le ondate di freddo più intenso il termometro può precipitare fino ai -28°, durante le giornate estive più calde la temperatura non supera i +23°/+24°. Il record storico di freddo è di -34°; il record storico di caldo è di +29°. Per approfondire vedi Stazione meteorologica di Livigno.[senza fonte]

È raggiungibile dal resto del territorio nazionale dalla Valtellina attraverso il Passo del Foscagno, (mantenuto di norma aperto tutto l’anno), percorrendo la Strada Statale 301 del Foscagno; oppure dalla Svizzera tramite la Forcola di Livigno passando per la Valle di Poschiavo (transitabile solo in estate). L’accesso di fondo valle è possibile attraverso il tunnel stradale Munt La Schera, dall’Engadina. Il tunnel di circa 3,5 km di lunghezza è a corsia unica (senso unico alternato), a pagamento di pedaggio. Il tunnel collega la parte bassa ed alta dello Spöl evitando il tratto impraticabile del torrente.

 

Storia

Villaggio straordinario, ignorato per secoli: nell’ottavo secolo, in circostanze strane e ridicole, il territorio passò di proprietà dal Convento dei Cappuccini di Mazzo alla Comunità di Bormio in cambio d’una botte di vino. Verso il 1300 si individuano i primi elementi storici di residenti stabili ed organizzati: ottengono dai vicini Grigioni (Leghe Grigie) il permesso di vendere sui loro mercati i loro prodotti agricoli (lana e pellami), in cambio ottengono l’autorizzazione ad importare polvere nera e sale, esenti dai dazi applicati ad altri confinanti.

I rapporti sociali, economici e politici erano prevalenti verso l’area dei Grigioni, anziché verso i padroni di Bormio, coi quali era in atto un contenzioso permanente. L’isolamento geografico condizionava ogni possibilità di progresso, di benessere e di crescita culturale.

Non di meno si intrattenevano rapporti sociali con l’Engadina anche per la maggior facilità degli accessi: esistevano scambi di denaro, mediante prestiti e depositi; l’assistenza sanitaria in Livigno si appoggiava prevalentemente ai medici svizzeri perché ritenuti più esperti dei “mali” e delle cure in uso a quei tempi; gli interscambi di merci avvenivano fra la vicinanza di Livigno e quella engadinese. La lana prodotta dalle tante pecore allevate in Livigno la si trasportava a Taufers (l’attuale Tubre) per venderla ai mercanti che rifornivano i lanifici della Repubblica di Venezia.

La via di percorrenza era la “Valle” (del Gallo), l’Alpe del Gallo, il Giufplan e giù per la Val Monastero. Dalla stessa strada arrivavano il sale, la polvere nera, le patate, la farina ecc… mentre dalla Forcola, Val Poschiavo e Tirano arrivavano i cereali e il vino. I trasporti avvenivano col “brozz” (carro a due ruote a trazione animale) e col “bast” (basto da carico per muli e cavalli).

Nel 1600 1700 in diversi momenti gli abitanti di Livigno, con l’appoggio dei Grigioni e contro il potere di Bormio, riuscirono ad ottenere e mantenere diverse forme di concessioni e di autonomie di fatto, soprattutto sugli interscambi di merci in esenzione dai dazi, sui sentieri di percorrenza e sulle fonti d’acquisto.

Verso la fine del 1700 l’Impero d’Austria riconobbe ufficialmente le autonomie e le franchigie della Comunità di Livigno. Nel 1805 il Comando Napoleonico di Morbegno emise un decreto di riconoscimento ufficiale delle franchigie di Livigno.

Detto decreto fu prontamente riconfermato dall’Impero d’Austria nel 1818. Da questa ultima data iniziò l’attività politica dell’Amministrazione Pubblica di Livigno a tutela delle proprie franchigie, dei propri contingenti di importazione e di esportazione in esenzione dai dazi. Le date più significative sono i decreti del 1857, del 1910 e del 1954, istituzione dei diritti speciali (ministro Vanoni).

Nel 1972 vi fu l’istituzione dell’IVA ed il relativo riconoscimento ufficiale della sua esenzione per la zona extradoganale di Livigno. Nel 1960 ne fu ottenuto il riconoscimento formale della CEE (ministro Valsecchi). Per molti decenni andò avanti un contenzioso fra le autorità amministrative provinciali e l’Amministrazione di Livigno per l’assistenza sanitaria: quelli chiedevano la nomina d’un medico italiano, questi continuavano a nominare medici svizzeri, non riconosciuti dall’autorità italiana. Lo stesso dicasi per i problemi scolastici dell’istruzione primaria.

Nei tempi della controriforma Bormio fu presidiata dai Gesuiti a difendere il cattolicesimo contro le infiltrazioni dei protestanti e Livigno si trovò in mezzo, tra i protestanti svizzeri ed i Gesuiti di Bormio, con le complicazioni del caso.

Nel 1914 l’esercito italiano costruì ed aprì la strada di collegamento Bormio-Livigno. Nel 1960 iniziò un minimo movimento turistico. Nel 1965-1968 a seguito della costruzione del bacino del Gallo, si aprì la strada verso i mercati del nord “Tunnel Mont La Ceira” che diede il là allo sviluppo turistico della località.

Territorio franco

Il comune di Livigno gode dello status di zona extradoganale, in forza della Legge 17 luglio 1910, n. 516 (GU n. 180 del 02/08/1910), ed è pertanto esente da alcune imposte, come ad esempio l’IVA. Questo status, comune anche alla vicina località engadinese di Samnaun, ha favorito lo sviluppo turistico a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Le origini della zona franca risalgono alle speciali deroghe che la comunità locale riuscì ad ottenere, sin dal 1538 dalla Contea di Bormio, successivamente confermate da normative e convenzioni succedutesi nel corso dell’Ottocento e del Novecento.

I prezzi delle merci vendute a Livigno sono esenti IVA. Chi visita Livigno trova conveniente l’acquisto di tabacchi, zucchero e alcoolici, nonché merci di maggior pregio di cui occorre verificare la convenienza (profumi, orologi ecc.), le merci acquistate devono rimanere entro i limiti stabiliti dalle tabelle doganali. È pure conveniente il rifornimento di carburante: si noti che è possibile esportare solo il carburante contenuto nei serbatoi dei veicoli medesimi (quindi si può fare un pieno senza limiti) oppure in taniche omologate aventi capienza non superiore a 10 litri, pena severe sanzioni.

La particolare situazione doganale ha creato una situazione anomala di “turismo commerciale” cioè di un rilevante trasferimento di persone che si spostano prevalentemente per acquistare a prezzi più favorevoli. Tale situazione è anche evidente nella alta densità, struttura e dimensione, dei negozi.

L’originario principale motivo della nascita della zona franca era correlata all’isolamento che ha lungamente caratterizzato questa località; si pensi che sino all’inverno del 1952/53 (anno di avvio dell’apertura invernale del Passo del Foscagno) la comunità di Livigno rimaneva completamente priva di qualsiasi via di comunicazione con il resto del mondo per l’intero inverno, dalle prime nevicate autunnali fino allo scioglimento delle nevi nella primavera.

Il municipio di Livigno, con scritta nel dialetto locale, strettamente legato alromancio

Turismo

Durante il periodo invernale sono molte le persone che raggiungono la località per trascorrere una vacanza sulla neve. Le strutture turistiche invernali sono ottime ed inoltre l’elevata altitudine (il centro dell’abitato è situato a 1816 m s.l.m. con piste da sci sino ai 2.800 metri in areale centro-alpino) consente a Livigno di avere facilmente condizioni ottimali della neve, ricorrendo solo occasionalmente all’innevamento artificiale, che è invece ormai una necessità imprescindibile per molti altri centri di villeggiatura invernale.

Durante la stagione estiva non mancano i villeggianti che approfittano della zona extra-doganale per fare shopping o che, attirati dall’altitudine del luogo, lasciano le città calde e afose per rifugiarsi nel fresco clima di Livigno. Questa località è infatti conosciuta anche come “il piccolo Tibet”, in ragione delle caratteristiche geomorfologiche del luogo, che sono in parte simili a quelle himalayane (Livigno è infatti un altopiano circondato da montagne nel cuore delle Alpi Retiche).

 

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